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L'INFORMAZIONE FUORI DAGLI SCHEMI |
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IL CALENDIMAGGIO DI ASSISI, edizione 2011.
Testo e foto di Elisa Cirilli I festeggiamenti per il ritorno della primavera affondano le radici nei riti pagani volti a celebrare la fine del gelido inverno, identificato con la morte, e ad accogliere con gioia la rinascita della vita, simboleggiata dall’arrivo della primavera. Questo passaggio è l’anima della festa del Calendimaggio, quando nei primi giovedì, venerdì e sabato dopo il primo maggio, Assisi ritrova le sue antiche radici. La festa ruota intorno ad una sfida che contrappone due fazioni: la parte “de Sotto” e la parte “de Sopra”, i cui simboli sono rispettivamente una torre merlata guelfa e due gatti rampanti che sostengono un castello con merli ghibellini. La contrapposizione iconografica tra guelfi e ghibellini si riferisce al diverso schieramento in epoca medievale delle famiglie più importanti di Assisi: i Fiumi, Guelfi rappresentanti dei “de Sotto” e i Nepis, Ghibellini, rappresentanti dei “de Sopra”, da sempre rivali. Tuttavia, nonostante le origini antichissime, l’odierna struttura della festa si mantiene sostanzialmente inalterata dal 1956. Da allora il via ufficiale alla manifestazione viene dato dal “banditore” che, nella giornata di giovedì, percorre vie e piazze della città accompagnato dal suono dei tamburi che annunciano l’inizio della “tenzone”. Nel pomeriggio dello stesso giorno, dopo l’entrata in piazza dei cortei rappresentativi delle due parti, il sindaco consegna simbolicamente le chiavi della città al “Maestro de Campo”, giudice onorario della contesa. La festa continua nella giornata di venerdì con la sfilata dei cortei, alla quale seguono tre gare: tiro alla fune, corsa delle tregge e tiro con la balestra. La parte che si aggiudica almeno due dei punti in palio ha il diritto di eleggere “madonna primavera”, la regina della festa, scelta tra cinque fanciulle, in base all’abilità dell’arcatore al quale ognuna di esse è abbinata. All’imbrunire, nelle serate di giovedì e venerdì, ciascuna parte allestisce una ricostruzione dettagliata di scene di vita medievale che si snodano lungo un percorso che attraversa i vicoli e gli ambienti più suggestivi della città. Le rappresentazioni sono il frutto di una ricerca storica minuziosa che, cancellando ogni traccia del presente, dona ai partecipanti (sono ammessi lungo il percorso soltanto i costumanti e una rappresentanza comunale insieme alla giuria, ndr) un’emozione unica. Nell’ultimo giorno i protagonisti sono i cortei di parte e i bandi di sfida. La piazza si trasforma in un palcoscenico animato da storie relative ai costumi medievali e riprodotte grazie a coreografie spettacolari, frutto del lungo e duro lavoro portato avanti nei mesi invernali dagli organizzatori e dai partaioli. Un’ironia pungente è quella che contraddistingue i “bandi di sfida”, durante i quali i banditori sfoderano le armi dell’umorismo e del sarcasmo, per mettere alla berlina gli avversari. La serata si conclude con due cortei notturni che, con il suono dei musici e i bagliori delle fiaccole, creano effetti particolarmente suggestivi. Non ultima in ordine di importanza è la sfida canora che oggi chiude la manifestazione ma che, in passato, era il fulcro della festa. Anche questa contesa, qualitativamente eccellente, è il frutto di mesi e anni di studio, non solo a livello canoro ma anche per quello che riguarda la ricerca di testi e musiche. Dopo l’ultimo canto, i giurati si ritirano nelle sale comunali per stendere i giudizi e assegnare la propria preferenza. Quasi all’alba viene proclamato il vincitore e cominciano i festeggiamenti che si protraggono anche nei giorni successivi. L’edizione 2011, svoltasi nelle giornate del 5, 6 e 7 maggio, ha regalato a tutti i partecipanti emozioni intense, un calendimaggio ‘filato liscio’ grazie all’aiuto del clima e alla dedizione costante e continua di chi la festa la crea davvero, di tutti coloro che impiegano giorni, mesi, per mettere in scena ricostruzioni tanto perfette. Entrambe le Parti hanno fatto sfoggio di enormi potenzialità: la Parte de Sopra ha scelto un tema leggero e allegro per le Scene, mentre la Parte de Sotto ha puntato molto sull’impatto emotivo “dell’arma letale” (così è stata definita da un giurato nell’edizione 2007, ndr) cioè la Basilica di San Francesco. I cortei del sabato sono stati entrambi molto apprezzati, anche se unanime è stato il giudizio a favore della Parte de Sotto per la suggestiva e imponente messa in scena del Corteo della notte, snocciolato intorno alla lotta tra angeli e demoni in un tripudio di fuoco e spettacolo. La fine della sfida canora ha chiuso la maratona dei tre giorni, sempre così faticosi ma così intensi che ogni anno sembra che sia la prima volta. Il maestro de campo, ritiratosi nelle sale comunali ad attendere il verdetto, alle tre di mattina ha estratto il fazzoletto blu dal cofanetto sigillato dalla ceralacca. Un esito del genere era nell’aria, dopo tre vittorie consecutive dei rossi nelle edizioni precedenti. In ogni caso, le polemiche, il dispiacere e gli sfottò fanno parte dell’atmosfera che si respira, nella stessa misura dei canti dei vincitori e della gioia di chi, nonostante la conclusione, ha contribuito a realizzare ancora una volta una festa unica. Le foto sono a cura di Elisa Cirilli e sono visibili e acquistabili online sul sito: www.fotoarketipo.it |
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