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L'INFORMAZIONE FUORI DAGLI SCHEMI |
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“Campo del Sole, un’architettura di sculture”
Testo e foto di Rubina Perugini Se avete voglia di immergervi e perdervi in luoghi affascinanti, fuori dai soliti itinerari turistici, un suggerimento è di avventurarvi alla ricerca di un parco d’arte ambientale, di cui il centro Italia ha numerosi esempi. E se siete in giro per l’Umbria, il consiglio è di recarvi a Tuoro sul Trasimeno, sulle rive del lago, per ammirare il parco d’arte ambientale di Campo del Sole. “Un monumento non a qualche cosa, o a qualcuno, ma un effettivo monimento alle possibilità del dialogo, una realtà di incontro tra diversità, un luogo di frequentazione, un punto di riferimento anche paesistico, nella dimensione solare, di remote e molteplici risonanze mediterranee.” Con queste parole Enrico Crispolti, critico d’arte contemporanea e coordinatore del progetto, parla di “Campo del Sole”, un’opera di arte ambientale, insieme architettonico di sculture, progettato da Pietro Cascella con la collaborazione di Mauro Berrettini e Cordelia von den Steinen. E’ stato realizzato “in progress” attraverso l’intervento di numerosi scultori, non soltanto italiani, lungo l’arco di cinque anni, dall’estate 1985 all’autunno 1989. L’arte ambientale non è una mera apposizione di sculture all’esterno, in parchi, giardini storici, borghi. Ciò che le distingue è la presenza di una intenzione progettuale, che configura l’intervento stesso in stretto rapporto con il contesto naturale entro quale si colloca. E il contesto di “Campo del Sole” è quello di un parco che si specchia sul Lago Trasimeno, di fronte all’Isola Maggiore, circondato dalle verdi colline umbre. Il progetto nasce da una richiesta dell’Amministrazione Comunale di riqualificare una zona in prossimità del lago. La riqualificazione avviene non attraverso l’usuale arredo urbano, ma tramite un progetto di arte ambientale che coinvolge in prima persona esperti di arte ambientale, scultori, ma anche scalpellini, cavatori e restauratori. L’opera si configura come una grande spirale caudata del diametro complessivo di circa 44 m, disegnata da 27 colonne sculture, che guidano a una tavola centrale, sormontata da un simbolo solare, ideale e reale riferimento all’incontro, alla familiarità. Ciascuna colonna-scultura misura circa 4,5 m di altezza, per un diametro tra i 70 e gli 80 cm. Tra gli artisti che hanno partecipato, oltre ai già citati, molti altri nomi, come Mauro Staccioli, Giò Pomodoro, Francesco Somaini, Kuo-Wei Tu, François Stahly, Joaquìn Roca-Rey. In base a un progetto complessivo, ogni artista invitato al simposio di scultura ha potuto interpretare liberamente il tema progettuale, utilizzando il materiale locale, la pietra serena di Tuoro. La lavorazione e realizzazione delle colonne è avvenuta in un laboratorio specializzato a poca distanza dal parco, in un clima di grande collaborazione e scambio reciproco tra scultori, scalpellini, amministrazione comunale e artisti. Cosa rappresenta oggi “Campo del Sole”? Nonostante venga vissuto come parco giochi e sia diventato set dei servizi fotografici dei matrimoni, il suo messaggio, a volte nascosto, è sempre attuale. Campo del Sole, sorta di memorial non riferito in particolare a un evento, vuol essere, ieri e oggi, “un’occasione di incontro e di dialogo, prossimo e dunque lontano, quotidiano e insieme storico, luogo di frequentazione, di meditazione, di ricordo, di distensione e di contemplazione”. |
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