Dieta a punti
di Francesco Diotallevi
La dieta a punti è una strategia alimentare nata negli anni 70, grazie ai lavori del dietologo italiano Guido Razzoli. È una dieta che, appena uscita, ebbe subito un enorme successo proprio in virtù del fatto che si presentava innovativa rispetto alle varie tipologie di regimi alimentari che fino ad allora erano stati ideati e proposti. Caduta nel dimenticatoio per far spazio ad altri regimi ancora più innovativi, recentemente riproposta e rielaborata dalle riviste salutistiche di più ampia diffusione, si propone di risolvere il problema dei chili superflui, definitivamente e senza troppe rinunce. La dieta ha anche il vantaggio, che in questo caso può anche aiutare, di avere un procedimento operativo divertente da seguire. La scelta dei menu quotidiani si basa infatti sul rispetto di un vincolo numerico, stabilito a priori in base al peso della persona. In relazione a tale parametro viene assegnato un certo credito di punti, che il soggetto dovrà poi spendere con razionalità durante la giornata. Ogni alimento costa un certo numero di punti, in relazione alle sue caratteristiche nutrizionali. Così, mentre alla maggior parte della verdure viene attribuito un punteggio pari a 0, una pizza ai 4 formaggi si porta via, in un sol boccone, ben 20 crediti. In questo modo si può variare la propria dieta e gli alimenti ingeriti nel corso della giornata semplicemente stando attenti a non superare il tetto di punti giornaliero. La dieta a punti fornisce una lunga e tabulata lista di alimenti, attribuendo ad ognuno di essi un dato punteggio. Tenendo sotto mano questi dati, ogni persona può stimolare la propria vena culinaria e creare i menù che preferisce. Ovviamente nella composizione dei vari piatti occorre avere sempre un occhio di riguardo al punteggio cumulativo, che non deve mai superare quello massimo imposto dalla dieta. La somma complessiva dei punti corrispondenti a quanto mangiato deve essere compreso tra 40 e 60. Un menù tipo di dieta a punti giornaliero dovrebbe essere di circa 350 punti = 1250 calorie. La dieta a punti è una classica low carb in quanto si riducono moltissimo i carboidrati con la conseguente riduzione della produzione di insulina del corpo e l'organismo invece di bruciare i carboidrati per produrre energia, brucerà i grassi facendo perdere peso e di conseguenza dimagrire. Questa dieta solitamente viene consigliata per non più di una settimana e non bisogna mai escludere completamente alcuni alimenti per evitare un'alimentazione squilibrata, perché si rischia di seguire un’alimentazione iperproteica che va a sovraccaricare il "lavoro" di fegato e reni e poca frutta e verdura portano ad una carenza di vitamine e sali minerali.