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Il Governo Monti
Tra lobby, speranze, sacrifici e promesse di equità


di Gabriele Principato


Tra polemiche e speranze è appena iniziata in questi giorni l’attività del nuovo esecutivo guidato dal Prof. Mario Monti. Gravoso il compito, un’impresa titanica risanare il Paese per salvarlo dal default, ma non meno pesante l’atmosfera che si respira in Parlamento ed in Senato. Se la Lega Nord infatti è andata all’opposizione, di certo non mancheranno sorprese, in corso d’opera, anche negli altri partiti i cui esponenti hanno accettato in maniera non certo convinta la costituzione di un governo tecnico con esponenti non provenienti da esperienze politiche. Quella adottata è probabilmente la soluzione migliore; tuffarci in una campagna elettorale ed in nuove elezioni in questo delicato momento economico e sociale sarebbe state un azzardo e la scelta di Monti, fatta dal Presidente Giorgio Napolitano, è stata considerata quindi quella più giusta. Come c’era da aspettarsi però la scelta del Presidente della Bocconi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha creato non poche polemiche e perplessità. Infatti, mentre alcuni vedono in lui, appena nominato alla carica di Senatore a vita, l’uomo della provvidenza, altri mettendo l’accento su alcuni suoi particolari incarichi ed appartenenze, lo vedono come il rappresentante degli interessi delle grandi lobby. Ciò che i suoi detrattori hanno sottolineato è in particolare la sua carica di consulente internazionale di Goldman Sachs, una delle principali banche d’affari del mondo, poi l’appartenenza al forum Bilderberg ed alla Trilateral Commission, nonché, fino a pochi anni fa quella alla Bruegel (Bruxelles European and Global Economic Laboratory), gruppi di lavoro con pochi, ma molto importanti ed influenti membri in grado di influire o almeno di orientare l’economia globale. Il gruppo Bilderberg (http://www.bilderbergmeetings.org/) è un grande forum in cui troviamo personaggi come David Rockfeller, multimiliardario americano, Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia, Marcus Agius, Presidente di Barclays, Josef Ackermann, numero uno di Deutsche Bank, Daniel Vasella, presidente della multinazionale farmaceutica Novartis, Peter Sutherland, Presidente di Goldman Sachs International, a cui si unisce spesso, nella veste di “ospite”, l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger. Questo influente gruppo si riunisce una volta l’anno, per tre giorni, sin dal 1954, per trattare, in maniera assolutamente riservata, una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. La Trilateral Commission (http://www.trilateral.org/) invece è una organizzazione creata su iniziativa del succitato David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, nel 1973, insieme ad altri membri del gruppo Bilderberg tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski, per riunire leader esperti nel settore privato al fine di discutere temi di interesse globale tra Europa, Nord America ed Asia. Proprio Mario Monti, nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano ne è il Presidente europeo, insieme a, in qualità di vice, Vladimir Dlouhy, Consulente di Goldman Sachs e Michael Fuchs, membro del Parlamento Federale tedesco. Nel passato di Monti inoltre c’è, come abbiamo già accennato, anche l’incarico di primo Presidente di Bruegel (http://www.bruegel.org/), think tank europeo, fondato nel 2005, di cui fanno parte molti Stati europei oltre ad aziende multinazionali come Ernst & Young, France Telecom, Google, Microsoft, Goldman Sachs, Samsung, Novartis, Renault, NYSE Euronext, l’Unicredit Group, solo per citarne alcune. In ogni caso questi legami, che nella mente di molti accendono pensieri di trame e cospirazioni mondiali, in altri alimentano la speranza che proprio questa sua influenza a livello internazionale, come del resto quella del Prof. Lucas Papademos in Grecia (anch’egli membro della Trilateral Commission) possa essere un’importante carta in grado di risollevare le sorti del nostro Paese all’interno degli equilibri economico-politici europei e mondiali. Di certo con il suo primo discorso al Senato per le dichiarazioni programmatiche ha ribadito la delicatezza del momento in cui l’Italia si trova e l'inderogabilità del compito che lo attende. Tantissime sono state le riforme annunciate ed accennate e tre le linee guida: rigore, crescita ed equità. Ci affacciamo ad un periodo di grandi sacrifici – ha spiegato Mario Monti - per risanare il debito e far ripartire la crescita, che saranno però equi. Il nuovo Presidente ha così dimostrato di aver compreso il punto fondamentale per mantenere l’unità della Nazione: l’equità del sacrificio senza cui sarebbe impossibile salvarci dalla bancarotta.


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