LA FOGLIA ARTIFICIALE
di Carmine Pacelli
La crescita demografica mondiale e il rapido sviluppo economico di paesi come Cina e India fanno prevedere nei prossimi decenni un incremento considerevole del fabbisogno mondiale di energia. Per sopperire a tale esigenza al momento l’unica strada percorribile sembra essere un aumento nel consumo di combustibili fossili, vista la ancora scarsa efficienza delle “fonti rinnovabili” e le problematiche legate al nucleare. Una risposta alternativa sembra però arrivare dal 241esimo meeting nazionale dell'American Chemical Society, nel corso del quale alcuni scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT), guidati dal professor Daniel Nocera, hanno annunciato di aver messo a punto un dispositivo di piccole dimensioni in grado di produrre grandi quantità di energia grazie alla sola presenza di radiazione solare ed acqua, analogamente a quanto fanno le foglie delle piante attraverso la fotosintesi clorofilliana. La “foglia artificiale” consiste in catalizzatori chimici di cobalto e nichel posti su una lamina di silicone che, esposta a radiazione solare ed immersa in acqua, scinde quest’ultima in ossigeno ed idrogeno, il quale a sua volta permette lo sviluppo di energia elettrica se introdotto ed immagazzinato in un’apposita fuel cell. L’aspetto innovativo dell’invenzione non è tanto nell’idea (prodotti simili sono stati presentati già alcuni anni fa), quanto nei livelli qualitativi raggiunti, almeno a detta dei ricercatori del MIT: al buon rendimento energetico, più elevato rispetto agli odierni pannelli solari, si aggiungerebbe infatti un costo ridotto grazie all’impiego di catalizzatori chimici a buon mercato. Inoltre il dispositivo funziona con la comune acqua a pH neutro, facilmente recuperabile da bacini fluviali o marittimi. Il progetto è in fase preliminare e deve ancora dimostrare di essere efficace ed economicamente vantaggioso, tuttavia le prospettive sono talmente buone che il colosso indiano TATA Group ha deciso di finanziare lo sviluppo di una mini centrale elettrica basata sulla “foglia artificiale” in grado di garantire l’autonomia energetica a piccole unità abitative. Entro pochi mesi si prevede di passare alla fase di messa in commercio, sopratutto nei paesi in via di sviluppo in cui la rete elettrica tradizionale non è ancora soddisfacente. La speranza comune è quindi che tale invenzione possa realmente abbattere una delle maggiori barriere finora presenti alla evoluzione economica-sociale di molti luoghi del pianeta e diventare il primo passo per la tanto attesa, e sempre più necessaria, rivoluzione energetica del XXI secolo.