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FOTOVOLTAICO: ESCE IL QUARTO CONTO ENERGIA

di Stefania Guidi


Forse non tutti sono al corrente dei cambiamenti che ha vissuto in questi ultimi mesi il settore del fotovoltaico. Facciamo dunque un piccolo riassunto. Gli impianti fotovoltaici, che servono per produrre energia elettrica dal sole, hanno una tecnologia che purtroppo non si ripaga ancora da sola ma va sostentata attraverso finanziamenti e incentivi. La legge che regola l’erogazione di tali contributi statali è definita “Conto Energia” ed è vigente dal 2005. L’ultima sua versione, la terza, era entrata in vigore nel gennaio 2011, quando improvvisamente, nel mese di marzo, lo Stato, e per la precisione il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, ha detto STOP con un Decreto poi definito come “ammazza rinnovabili”. Immaginatevi dunque un paese, il nostro, in profonda crisi occupazionale, dove l’unico settore che tira l’economia è attualmente quello dell’energia (indipendentemente dalle opinioni a riguardo), che si veda da un giorno all’altro bloccare ogni prospettiva di crescita. Ovviamente vi sono state proteste da ogni fronte, a partire dalle piccole e grandi aziende che hanno fatto del fotovoltaico il loro core business, alle banche che avevano finanziato la realizzazione di impianti e non erano certe di poter recuperare quanto versato, fino alle varie associazioni di consumatori e di produttori. Infine, dopo lunga attesa di ricevere risposte, il 5 maggio è arrivato il Quarto Conto Energia. Personalmente, rispetto a come si era messa inizialmente, ritengo che la prospettiva non sia in fondo così drammatica. Le tariffe incentivanti vengono mensilmente diminuite e definite (salvo ulteriori modifiche) fino al 2016. Come nel Terzo Conto Energia rimane la distinzione tra “impianti su edificio” e “altri impianti fotovoltaici” e la suddivisione in 6 fasce di potenza. Vi sono tariffe più vantaggiose per impianti con caratteristiche innovative e rimane il premio per l’uso efficiente dell’energia. Vengono inoltre introdotte due novità: la prima riguarda l’incremento di tariffa per sostituzione di coperture in amianto, la quale è quantificata in 5 cent di € per ogni kWh prodotto (nella precedente legge era misurata in percentuale). La seconda è l’incremento di tariffa del 10% per gli impianti il cui costo di investimento sia per almeno il 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Comunità Europea. Infine, viene dato un bel taglio agli impianti di potenza elevata, soprattutto se realizzati a terra, ponendo dei limiti di spesa periodici. A mio parere, una buona mossa per osteggiare la speculazione. Le fonti rinnovabili dovrebbero entrare a far parte della nostra quotidianità, ma quando entrano in ballo i soldi facili si rischiano grossi danni, sempre che non siano stati già fatti.


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