![]() |
![]() |
|||
L'INFORMAZIONE FUORI DAGLI SCHEMI |
||||
Antoni Gaudì e la Sagrada Familia. Storia di un amore viscerale
Di Roberta Filippini Quando si parla del grande architetto Antoni Gaudì si parla inevitabilmente di Sagrada Familia. Il legame intenso tra quello che viene considerato uno dei più grandi progetti architettonici religiosi degli ultimi secoli e il suo geniale ideatore, è quella complessa quanto palese associazione tra arte, architettura, vita e fede: si tratta della stessa analogia che caratterizza sia l’intensa opera di Gaudì quanto l’eccezionale e controversa storia della Sagrada. L’eclettico architetto catalano, apice assoluto del modernismo spagnolo a cavallo tra Ottocento e Novecento, ha da sempre palesato un fantasioso simbolismo che nasce dalla rivisitazione di esperienze e citazioni del passato con soluzioni nuove e all’avanguardia, con sinuosi ritmi plastici e coloristici. Questo stile, che a primo impatto ricorda un neogotico con accenti rococò, manifesta subito la sua incredibile modernità, pur non celando il legame con la tradizione. Quella di Gaudì è un’architettura organica, vibrante, vitale ma allo stesso tempo ricca di fantasia e richiami con il fiabesco. Il naturalismo neoromantico di Gaudì sfocia con tutta la sua carica innovativa nel Parco Guell e nella Casa Milà per poi innalzarsi al cielo nell’imponenza della Sagrada Familia, progetto a cui dedicò anima e corpo gran parte della sua vita. Il 7 novembre 2010 Papa Benedetto XVI ha ufficialmente consacrato a Basilica Minore l’imponente Tempio della Sagrada Familia e l’evento è stato recentemente ricordato con una mostra al Vaticano che racconta la storia e i retroscena di questo edificio. Nonostante la cerimonia ufficiale, la chiesa è tuttora in costruzione (la stima per la fine dei lavori è 2030), la sua originale vicenda la si può spiegare solo attraverso la fede incondizionata di chi l’ha fortemente voluta e difesa negli anni e di chi l’ha progettata consapevole di avviare un capolavoro dell’architettura e dell’arte assoluto. Innumerevoli vicissitudini hanno caratterizzato la sua storia: dagli oppositori religiosi e politici, ai bombardamenti subiti durante la guerra civile, fino ai momenti più bui quando sembrava che la sua costruzione non fosse ormai destinata al completamento. Alla fine, quel progetto che sembrava a dir poco utopico di un giovane architetto rivoluzionario, fervente cattolico, concepito nella sua maestosità alla fine del XIX secolo sta diventando realtà: oggi la Sagrada Familia è non solo un faro spirituale e una Basilica a tutti gli effetti ma rappresenta un rilevante esempio di opera d’arte totale. La stupefacente creatura di Gaudì va analizzata secondo due parametri distinti ma paralleli: quello del capolavoro artistico/architettonico e la sua ineccepibile accezione spirituale. Per arrivare a comprendere un capolavoro artistico assoluto come la Sagrada è importante soffermarsi anche sugli altri capolavori di Gaudì. Opere policrome, multiformi, anticonvenzionali sicuramente, che nascondono significati profondi dietro a dettagli apparentemente decorativi. L’originalità e l’esuberanza dell’architetto catalano ha però una solida base tecnico/scientifica: la Sagrada infatti sta proseguendo il suo percorso verso il completamento del progetto gaudiniano grazie a supporti informatici che oggi permettono a molti architetti contemporanei di realizzare forme dinamiche e curvilinee (vedi l’esempio di F. O. Gehry) ma che lui aveva già sperimentato più di un secolo fa. Il significato spirituale dell’opera è palese e di primaria importanza: slanciando incredibilmente l’edificio verso il cielo, si voleva propiziare l’elevazione dello spirito verso Dio. Inoltre, molti degli elementi artistici e architettonici presenti fanno riferimento ad un chiaro messaggio cristiano, ad esempio gli oggetti liturgici, le decorazioni interne ed esterne, le vetrate realizzate recentemente secondo le sue antiche direttrici e le stesse imponenti torri dedicate ognuna ad un personaggio del Vangelo. I turisti che affollano questo luogo di culto sono diversi milioni ogni anno. Sicuramente la valenza artistica rappresenta il movente di maggiore curiosità e interesse e tutti rimangono folgorati dal suo aspetto così ludico e audace insieme. Va però sottolineato che si tratta pur sempre di una chiesa ed anche se ha fatto dell’imponenza e dell’ardore stilistico il suo segno distintivo è nata sotto i più solidi valori di fede cristiana e certamente intatti li avrebbe voluti conservare il suo geniale ideatore. |
||||
| ||||
* OltreRiga | Editore ERMES | info@oltreriga.it| Webdesign: Studio Avalon | Reg Trib. di Perugia del 26.03.2010 n.20/2010 | © Tutti i diritti Riservati | un’idea di Massimiliano Crusi & Gabriele Principato |
||||


