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Istanbul agrodolce!

Testo e foto di Antonella Tozzi



Istanbul é senza dubbio una città che desta curiosità e che vale la pena visitare. Vanta un patrimonio storico artistico che può benissimo competere con quello di Roma e di quest'ultima, quasi sicuramente, potrebbe rappresentare la sorella adagiata alla porte dell'Asia. Passeggiando per Istanbul non si ha l'idea di vedere e di respirare un'unica atmosfera anzi, più la si scopre più sembra di vedere intorno a se città e mondi differenti. La città antica è contornata da bastioni e cinta murarie erette da antichi Imperatori romani, e proprio tra queste mura si sono combattute le più feroci crociate. Vi sono chiese accanto a moschee che svettano verso il sole. Quartieri ebraici vicini a quelli ortodossi. Palazzi dove sultani e concubine hanno passeggiato per secoli e ovunque riecheggiano fiabe da mille e una notte. Piazze, ponti e quartieri moderni dove l'impronta di Ataturk ha aperto verso il futuro. D’altronde anche la cultura della Turchia è intrisa di questa sua duplice natura. Se valgono le teorie di alcuni geografi che affermano come una determinata posizione geografica sia in grado di influenzare la cultura di una popolazione e persino il suo carattere, Istanbul potrebbe esserne un esempio. Posta a confine tra l’Europa e l’Asia, porta i segni manifesti dal punto di vista architettonico, artistico, culturale, dei suoi usi, costumi e tradizioni di una duplice propensione verso le più particolari caratteristiche di ambedue i continenti. A mio avviso è questa sua peculiarità che la rende affascinante e curiosa. E’ un ossimoro culturale ed anche religioso. Ti sembra di entrare in una moschea e all’interno rimani esterrefatto da antichi mosaici bizantini. Decidi di visitare le grandi cisterne che per secoli sono stati il serbatotio idrico della città e dentro sembra di rimirare le colonne di qualche tempio greco. Attraversando la città si è invasi da una miriade di Mac Donald/Burger kind e Starbucks, come se si fosse a Londra. Istiklal Caddesi, la via dello shopping, è una Via del Corso in piccolo. Insomma tutto fuorchè una città dai toni classici mediorientali. Ma poi, con più attenzione, si possono scorgere scorci caratteristici, pasticcerie dove provare dolci squisiti con pistacchi, nocciole, mandorle e quanto di più orientale si possa immaginare. Istanbul si può definire agrodolce, come la sua cucina e come la sua società legata ad una cultura antica e a tratti conservativa, ma proiettata verso un modo di intendere la vita molto occidentale.


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