OCCUPY WALL STREET
NYC PROTEST FOR AMERICAN REVOLUTION
di Gabriele Principato
Nella notte di martedì 15 novembre i manifestanti di Occupy Wall Street, il movimento anti-finanza, nato Manhattan, e diffuso dagli USA in tutto il mondo, sono stati sfollati con le loro tende, nelle quali stavano accampati sin dal 17 settembre a Zuccotti Park, quartier generale e simbolo del movimento. Lo sfollamento, che ha portato a molti arresti, è stato compiuto dalla polizia in assetto anti sommossa, a dire del sindaco di New York Bloomberg, per ragioni di igiene e sicurezza pubblica. Ai dimostranti non è stato vietato di tornare a Zuccotti Park, ma è stato proibito di portare tende, coperte e cibo. Contro queste misure si sono sollevati dei cortei e delle mobilitazioni, tra i quali uno a Washington, di circa 300 persone, diretto alla Casa Bianca per chiedere al presidente Barack Obama di unirsi al movimento e la mobilitazione dell’Università di Berkeley, con oltre 3700 manifestanti, che hanno palesato la volontà di ripristinare l'accampamento sgomberato dalla polizia la settimana scorsa. Gli studenti, i docenti ed gruppi di studio stanno organizzando workshop, letture pubbliche e attività in risposta agli arresti avvenuti dopo che i manifestanti hanno cercato di occupare il campus con le tende, ed a loro si stanno unendo i manifestanti di Occupy Oakland, sgomberati dal campo a Frank Ogawa Plaza. Ma chi sono queste migliaia di manifestanti? Cosa vogliono? Alla prima domanda è difficile rispondere, non esiste un profilo tipo, ci sono disoccupati, reduci di guerra, insegnanti, studenti, professionisti. Invece è relativamente più semplice rispondere alla seconda domanda. Il movimento contesta le politiche attuate per fronteggiare la crisi economica, condanna le logiche di Wall Street, mostrando tutta la delusione di questi americani nei confronti del Presidente Barack Obama, che, secondo loro, come gli altri Presidenti prima di lui, è sottomesso a quelle logiche. Ispirazione del movimento sono stati gli "indignados" spagnoli, ma anche le manifestazioni greche, le rivolte in Egitto ed in Tunisia, così come le tende montate dai manifestanti a Tel Aviv. A due passi dai grattacieli di Wall Street i dimostranti avevano allestito una cucina, una biblioteca e sparso in giro poster in cui chiaramente venivano enunciati i loro slogan. A sostenerli sono stati molti cittadini di New York, che hanno offerto donazioni, e ristoranti che hanno donato del cibo. Nelle varie settimane di occupazione hanno fatto capolino tra le tende anche personaggi noti come il regista Michael Moore e l'attrice Susan Sarandon. Lo sfollamento aveva l’intento di piegare e disperdere il movimento, ma il risultato non è stato quello sperato, anzi, sui loro canali principe di comunicazione, YouTube, Facebook, Twitter, ha mostrato di essere sempre maggiormente determinato ad andare avanti. “You can't evict an idea whose time has come” si legge chiaro in un manifesto pubblicato su Twitter.
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