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OLTRE OGNI LIMITE

Testo e foto di Maria Giulia Galli



“Fenomenali poteri cosmici…in un minuscolo spazio vitale!”

Così il genio di Aladdin nel cartone animato di Walt Disney definiva le sue strabilianti capacità, ma la stessa espressione può essere usata per descrivere le incredibili abilità del corpo umano. Esistono entusiasmanti storie di sopravvivenza nelle condizioni più estreme e record di resistenza che hanno dell’incredibile: ne abbiamo scelti alcuni per voi, alcuni numeri da capogiro per farvi capire che cosa può riuscire a fare il nostro corpo quando è spinto al limite delle sue possibilità. Tutti sappiamo che si può resistere anche molto a lungo senza mangiare, purché si introduca una sufficiente quantità di acqua: non per questo però, è meno sorprendente sapere che il record di digiuno che appartiene a Kieran Doherty è di ben 73 giorni e che in realtà, con il giusto apporto di vitamine e acqua si può resistere anche oltre un anno senza alimentarsi. Si può trattenere il respiro sott’acqua per ben 11 minuti e 35 secondi (è questo il record di apnea che Stefane Misfud ha raggiunto grazie ad una lunga preparazione), si possono sollevare 457,5 kg dal pavimento alla coscia (record firmato Andy Bolton) e 263,5 kg fin sopra la testa. Si possono correre 100 metri in 9,58 secondi, ovviamente andando col passo di Usain Bolt, si può arrivare a 5000 metri d’altezza sul livello del mare senza essere allenati e senza avere grossi problemi, ma con un’adeguata preparazione alcuni alpinisti sono addirittura riusciti a scalare l’Everest (8848 metri!) senza il bisogno di ossigeno. Il record di cifre che è possibile memorizzare appartiene al cinese Chao Lu, in grado di ripetere a memoria le 67.890 cifre del pi greco, quello di sopravvivenza al freddo ad Anna Bagenholm sopravvissuta ad un calo di temperatura corporea fino a 13.7°C dopo essere caduta in un fiume ghiacciato e rimasta intrappolata per 80 minuti nell’acqua gelida. Se il record assoluto di insonnia, verificato scientificamente, appartiene ad un ragazzino di 17 anni di San Diego ed è di 11 giorni, di gran lunga più sorprendente è la leggenda vivente Thai Ngoc, sessantanovenne Vietnamita che non dormirebbe da ben 37 anni, senza per altro averne risentito in salute. Ma il più incredibile di tutti i record è forse quello di Vesna Vulovic: precipitata da 10.000 metri senza paracadute dopo che l’aereo su cui si trovava esplose in aria a causa di una bomba, dopo un mese di coma si riprese e oggi gode di ottima salute. Quando ci si trova in condizioni estreme, come ci insegna Bear Grylls nelle sue avventure televisive, anche la carcassa di un animale può trasformassi in un rifugio per passare la notte e persino gli insetti più ripugnanti possono essere un pasto nutriente per placare la fame. E se si è spinti verso quel limite, che pensavamo non fosse possibile oltrepassare, perché costretti a scegliere tra la vita e la morte, allora l’istinto di sopravvivenza non si ferma neppure davanti al cannibalismo o alla necrofagia. Lo sanno i 16 superstiti del disastro aereo delle Ande del 1972, sopravvissuti per 70 giorni a 4200 metri di quota, cibandosi dei cadaveri dei compagni morti. Lo sanno i 10 naufraghi de La Meduse, unici salvi dei 152 passeggeri a bordo di quella zattera da 20mx10m che ispirò Gericault per la sua celebre tela “La zattera della Medusa” e ancor meglio lo testimonia la storia della baleniera Essex, affondata nel 1820 dai colpi di un enorme capodoglio: dei 20 marinai che erano riusciti a salire a bordo delle scialuppe, dopo 3 mesi ne rimasero soltanto due, sopravvissuti per aver sacrificato un compagno estratto a sorte. E’ proprio questo l’episodio che ispirò Melville nella stesura del suo famigerato “Moby Dick”. Che siano un qualcosa a cui tendere, una barriera da oltrepassare, una sfida che solo il più adatto può superare, in ogni caso i limiti sono limiti solo finché li riteniamo tali. Allora forse ha ragione Pollock: “no limits, just edges…no limiti, soltanto margini”.


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