L'INFORMAZIONE FUORI DAGLI SCHEMI
.Per ricevere la newsletter di Oltreriga:

La prossima Italia

Di Federica Mastroforti


Anno nuovo, governo tecnico. La squadra dei tecnocrati e salvatori del nostro paese, insediatasi senza libere elezioni e, a detta dei più irriducibili fautori della democrazia rappresentativa, con un ‘colpo di Stato’, si appresta a governare il bel paese anche nel prossimo anno. Il Natale non ci ha portato nessuna tornata elettorale: secondo le previsioni, ce la porterà il 2013, anno fausto di fine legislatura. Sotto l’albero però, il governo Monti ci ha infilato frettolosamente una riforma epocale come quella pensionistica, nuove tasse ben impacchettate, e importanti liberalizzazioni. Passato Natale, arriva Capodanno, che porta con sé l’atmosfera di cambiamento e buoni propositi. Questi ultimi non ci sono solo per le persone che ad esempio vogliono smettere di fumare o mettersi a dieta... ci sono anche per i paesi. Per l’Italia, l’obiettivo più lungimirante da realizzare ha il nome di un decreto legge da 57,9 miliardi di euro: “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità, il consolidamento dei conti pubblici”. Il primo buon proposito è, semplicemente, rimpinguare le casse dello Stato: gli italiani subiranno sia l’aumento delle accise sulla benzina, sia delle tasse sugli immobili (IMU imposta municipale unica, che il comune di residenza potrà discrezionalmente aumentare fino allo 0.2%, tassa la prima casa e sostituisce l’ICI); le famiglie italiane poi, che hanno sotto il tetto un figlio di età minore di 26 anni (e sono molte, fortuna i ‘bamboccioni’!), potranno detrarre dalla suddetta tassa fino a 50 euro per ogni figlio. La nuova politica di entrate non prevede solo aumenti ma anche un super controllo finanziario: a partire dal nuovo anno, infatti, sarà abolito il segreto bancario e la tracciabilità dell’uso del contante oltre i 1000 euro; tutti i titolari di conti correnti e non solo (anche gli intermediari finanziari, Banche, Poste, etc.) dovranno obbligatoriamente comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i movimenti effettuati. Questo nuovo metodo, capovolgendo totalmente tutte le misure prese in merito alla lotta all’evasione, permetterebbe al Fisco di stanare gli evasori preventivamente, consultando non solo i loro movimenti bancari, ma anche il loro potenziale di spesa, attraverso l’istituzione del cosiddetto redditometro, basato sulle dichiarazioni dei redditi. Ad un aumento delle entrate statali, corrisponderà poi una diminuzione della spesa pubblica, per cui lo Stato, nel 2012, dovrà provare ad essere meno ‘spendaccione’: le pensioni saranno la fonte del risparmio. A partire dal 2012, il sistema pensionistico diverrà contributivo per tutti, la possibilità di pensioni di anzianità rimarrà circoscritta a due casi, 41 anni e un mese donne, 42 e un mese per gli uomini; dal nuovo anno le donne andranno in pensione a 62 anni, mentre gli uomini aspetteranno i 66, e nel 2018 l’età pensionabile si stabilizzerà per entrambi a 66 anni. Dal punto di vista strettamente economico, il decreto ‘salva Italia’ prevede ingenti agevolazioni per le imprese che vogliono allargare il proprio business o rivolgerlo ad una più ampia competitività internazionale, sgravi fiscali previsti anche per le aziende che assumeranno stagisti e tirocinanti. Le imprese inoltre saranno oggetto di intensive liberalizzazioni ad esempio riguardo agli orari di apertura, i settori che sono stati indicati nella manovra sono le edicole, le Poste, i benzinai e i servizi pubblici locali. Le luxury car saranno poi oggetto di un super bollo, e le pensioni d’oro degli italiani più fortunati subiranno una detrazione del 15% che andrà a finanziare un fondo di solidarietà, fino al 2104. Queste le misure più importanti che gli italiani sperimenteranno nel 2012. Il governo stima ottimisticamente di destinare circa 21,43 miliardi del risparmio totale alla riduzione del deficit pubblico del paese e altri 18,54 alla crescita economica italiana. Ce la farà la carrellata di tagli e cambiamenti strutturali a rimettere in piedi l’Italia? Uno degli organicisti politici più incalliti come Aristotele direbbe che la ‘virtù sta nel mezzo’ e che, in politica, come nella vita non è utile stravolgere e passare per gli estremi, siano essi negativi o positivi: così, un anno fa ormai, al governo Berlusconi andava il merito di aver tolto definitivamente l’Ici, e ora salta fuori un Ici con un altro nome. Di questo passo dovremmo aspettarci anche una crescita con un altro nome? Magari ci convinceremo che per crescere è necessario pagare più tasse e lavorare di più? Sarebbe di certo una prospettiva triste, ma questa è quella che ci si presenta. Termino con un augurio di cuore a noi e al nostro paese, lasciando da parte per un attimo le previsioni economiche e politiche, perché ogni nuovo anno ha bisogno sempre di un distillato di speranze. Ad maiora!


*


Torna indietro
  Condividi  
*
OltreRiga | Editore ERMES |
info@oltreriga.it| Webdesign: Studio Avalon | Reg Trib. di Perugia del 26.03.2010 n.20/2010 | © Tutti i diritti Riservati |
un’idea di Massimiliano Crusi & Gabriele Principato

Utenti connessi