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Il Referendum del 12 – 13 giugno

di Daniele Chiappini


Quello del referendum è un istituto a cui vengono rivolte molte critiche, eppure, soprattutto in un momento come questo in cui il sentimento di antipolitica è tanto diffuso, si dovrebbe guardare al senso profondo che ha la consultazione referendaria, quel senso che ha permesso il raggiungimento di obiettivi fondamentali tutt’oggi considerati conquiste della nostra società. Basti pensare al referendum sull’aborto o sul divorzio, per non parlare di quello tra Monarchia e Repubblica che ha visto per la prima volta il voto a suffragio universale in cui hanno votato anche le donne. Questo strumento che è stato utilissimo in passato lo è anche oggi. A breve saremo chiamati ad una consultazione referendaria i prossimi 12 e 13 giugno per esprimerci su quattro quesiti (salvo che il tentativo del governo Berlusconi di eludere i referendum rinviando le decisioni su nucleare e acqua pubblica vada a buon fine): due riguardanti l’acqua pubblica – per mantenere l’acqua ad appannaggio di tutti e per far si che sia di buona qualità e abbia un prezzo accessibile – uno riguardante il legittimo impedimento – per assoggettare i politici e la politica alle stesse leggi a cui sottostiamo tutti e non essere beneficiati in sede processuale – e uno riguardante il nucleare – per evitare che vengano costruite centrali nucleari nel nostro Paese. Mai come oggi quindi il referendum ha un’importanza fondamentale per far si che si possa vivere senza paure (quali quelle riguardanti disastri nucleari come Chernobyl o Fukushima), per far sì che la legge sia uguale per tutti e per permettere a tutti l’accesso all’acqua, che sarà il petrolio del futuro, in quanto le scorte sono limitate e in diminuzione. Ma attenzione, ancora una volta chi è a favore del nucleare, vuole privatizzare l’acqua o mantenere privilegi si schiererà dalla parte del non voto, suggerendo di “andare al mare”, cosa che fa male al referendum, ma anche alla democrazia. Nessuno può lamentarsi se le cose vanno male se non si esprime e non adempie il proprio diritto/dovere di votare. E soprattutto in casi come questi è fondamentale farlo e, nel caso specifico, scrivere SI per dire NO a nucleare, acqua privata e legittimo impedimento. E anche nel caso in cui si sia a favore, si deve andare a votare per esprimere la propria opinione, altrimenti, se verrà superato il quorum, sarà semplicemente un plebiscito in cui i contrari non si sono espressi, abdicando la loro volontà. Per dirla in tre parole dunque, andate a votare.


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