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Speedy Gonzales incontra il panorama Italiano

Di Antonella Tozzi


La velocità è il tema di questo numero e nella nostra rubrica sul turismo vorrei dedicargli una riflessione. Certo, in questo mese di agosto dove tutto procede con lentezza, addirittura si ferma, penserete che non vi sia nesso con la velocità, eppure non è così. Provate per un attimo a pensare alle abitudini vacanziere italiane che, anche se continuano a modificarsi col tempo, sono ancora fortemente legate ad un certo tipo di tradizione. Che si sia scelto il mare come meta prediletta, la montagna o qualsiasi altro luogo in Italia o all’estero, la formula perfetta per un’ottima vacanza è: relax, spensieratezza e divertimento; la ricetta che ci deve far dimenticare l’inutile e affaticante stress accumulato durante tutto l’arco dell’anno. Ora proiettatevi dall’altro capo del mondo, sul versante orientale, dove le vacanze sono un lusso per pochi e di certo non vengono concesse ogni anno. Ci chiediamo sempre perché quei grandi gruppi di cinesi o giapponesi affollano le nostre città, con un andamento per così dire frenetico. Decine e decine di turisti affrettati mentre visitano i Musei Vaticani, gli Uffizi, fanno shopping in Via Condotti e si concedono veloci pasti nei quali tentano di assaggiare le prelibatezze della cucina italiana, spendendo più del dovuto e senza comprenderne l’origine ed il significato. L’arcano mistero è presto svelato. Avendo poco tempo per visitare tutto e affrontando un viaggio di per sé già dispendioso, cercano di viverlo 24 ore su 24. Altro che velocità, fanno invidia a Speedy Gonzales: si alzano prestissimo la mattina, hanno una tabella di marcia da lavori forzati e 15 massimo 20 giorni per un’infarinatura di tutto ciò che si possa considerare bello e particolare nel nostro paese, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Non sarebbe forse meglio, allora, infondere ai turisti provenienti dall’estero un po’ della nostra voglia di relax, cercando di far nascere in loro la voglia di scoprire l’Italia, anche per i suoi usi e costumi? Il beneficio sarebbe duplice: loro comprenderebbero meglio e più approfonditamente il paese che stanno visitando, soffermandosi sui particolari e accorgendosi che talvolta un vicolo o un panorama sono più mozzafiato della Cappella Sistina e che dopo la lasagna sarebbe meglio non mangiare una pizza; noi avremmo il tempo di farci comprendere, essere ospitali e invogliarli a conoscere la vera essenza dei nostri luoghi.


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