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Strange… ma non abbastanza

di Andrea Checcarelli


When you’re strange. Tra tutte le canzoni, le poesie, gli spunti, che sono provenienti dall’immenso repertorio artistico che sono stati in grado di lasciarci in eredità “The Doors”, per il documentario diretto da Tom Di Cillo e prodotto da Peter Jankovski è stata scelta proprio questa frase, presa dalla canzone “People are strange” ( Tratta dall’Album Strange Days). Quando sei strano, tradotta letteralmente. Con questa scelta gli autori, coadiuvati ed incentivati dalla guida di Ray Manzarek, hanno scelto di porre l’accento sull’unicità della figura del “Lizard King”, Jim Morrison, in primis. Ma anche sull’unicità dell’avventura dei Doors, in senso più ampio. Sulla sua stranezza, sulla sua unicità. Obiettivo principale del documentario (proiettato in anteprima in Italia il 21 giugno, per celebrare il quarantennale della scomparsa di “Jimbo”, avvenuta in circostanze mai chiarite del tutto il 3 luglio 1971 a Parigi) è quello di rispondere al film di Oliver Stone del 1991 (“The Doors”), pellicola in cui, almeno a detta di Manzarek, la figura di Jim non emerge per quella che era in realtà. Partiamo allora da qui: Dicilllo e Jankovski (con l’ausilio di Johnny Deep come voce narrante nella versione in inglese, abbastanza indegnamente sostituito da Morgan Castoldi in quella italiana), sono riusciti nel loro intento? La risposta è no. Anzi… nel film di Stone l’interpretazione di Val Kilmer, la sua somiglianza fisica e la sua capacità di entrare nel personaggio Morrison, aveva fatto si che la vita del front man dei Doors sembrasse più “vera”, più intensa, più estrema nelle emozioni, più simile alla filosofia che emerge dai componimenti del figlio dell’ammiraglio della Marina degli Stati Uniti George Morrison. Un fan, leggendo i libri sui Doors, leggendo le poesie di Jim stesso o vedendo stralci di filmati originali. La tanto decantata umanità di Jim nei confronti dei suoi compagni di avventura, non esce fuori dal documentario. Niente di nuovo sotto al sole. Jim e l’alcool. Jim e i suoi sbalzi di umore. Jim genio e sregolatezza. Anzi, si normalizza e di molto il rapporto che gli altri componenti del gruppo hanno con Jim stesso. O meglio, visto che Ray è colui il quale ha partecipato in maniera più operativa alla realizzazione del documentario: Manzarek individua in Pam la panacea di tutti i mali di Jim, la causa principale di tutti gli eccessi. Insomma… Ray era geloso della fidanzata di Jim. Un punto di vista davvero banale. Ma è questa la luce attraverso la quale viene illuminata la figura di Jim nel nuovo documentario. Per il resto, davvero, un fan accanito della band poco riesce a cogliere di nuovo riguardo la vita dei Doors, la storia delle canzoni. Per chi non conoscesse il mito dei Doors, può essere un modo di approcciarsi alla loro musica, alle loro idee, alla loro filosofia. Ma l’obiettivo di Manzarek è andato miseramente fallito. Discutibile anche la contestualizzazione storica fatta: la presidenza di J.F.K. è stata quella della grande speranza, per il mondo. Si collega il senso di alienazione, la voglia di emanciparsi, di cambiare il mondo della generazione del ’68, con Kennedy e ne si fa un tutt’uno con il percorso dei Doors. Ma in fin dei conti, fu proprio sotto Kennedy che gli USA si impegnarono direttamente nel confilitto vietnamita, che la stessa generazione del ’68 critica con veemenza. Conflitto che perdurò anche con la presidenza Johnson. C’è un po’ di stucchevole retorica di sinistra, nel documentario. Retorica che, di certo, non sarebbe piaciuta a Morrison, un personaggio a cui la politica ben poco interessava. Guardava le cose, la vita, i fatti storici, da una prospettiva diversa, esterna. Alla ricerca dell’essenza, delle porte che separano il noto dall’ignoto. Cercando qualsiasi appiglio dentro ed intorno a se, per spingersi verso tale chimera, attraverso la sua arte. Ecco, dando per assunto che questo documentario possa essere considerato “arte”, ha fatto un piccolissimo moto, quasi impercettibile, verso l’ignoto. Per questo, molto probabilmente, non sarebbe piaciuto nemmeno a Jim.


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