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Storia di un triangolo: Lui, Lei e Facebook

Di Federica Mastroforti



L'amore è condivisione. La vita di coppia è un compromesso continuo, una grande e immaginaria bilancia che ci rende, alternativamente, un po’ altruisti, un po’ egoisti. Da che parte propende, oggi, questa bilancia? Certamente l’amore non varia nel tempo, ma le sue manifestazioni e i modi in cui viene dimostrato sono inevitabilmente specchio dei tempi che corrono. Provate a chiedere a qualsiasi adulto sulla sessantina o anche meno, di ricordarsi il suo primo appuntamento, o l'incontro con il proprio partner, non vi snoccioleranno certo che l'avevano come amico su Facebook, o che i social network sono stati per loro quello che le frecce sono per Cupido. Molto probabilmente, vi diranno che il loro fortuito incontro è avvenuto durante una festa, magari grazie a un ballo lento e a luci soffuse... o grazie alla famiglia, alla scuola, allo stesso gruppo di amici. Incontri idilliaci, quelli delle vecchie generazione, quasi da 'Grease', fatti di sguardi timidi e parole posate. La coppia più romantica della nostra generazione, invece, si è conosciuta in discoteca, a ritmo di techno-house e luci disorientanti in giro per un locale dove per parlare bisogna urlarsi nelle orecchie, quindi per fare prima ci si scambia il numero o il contatto di qualche social network; già, perché ora quasi tutti siamo reperibili su internet, lasciamo le nostre tracce dovunque anche senza saperlo, siamo sempre presenti nella rete. Il desiderio, la fatica per raggiungersi l’un l’altro, per rincontrarsi, sono al minimo; ma questo non ci rende privi di valori o passivamente esposti a questo tipo di approccio. Guardiamo questa novità nei rapporti d’amore dal lato positivo: i rapporti di coppia di adesso sono esposti a molte più ‘minacce’, quindi sono potenzialmente più forti; una coppia resistente deve costruirsi una solida base di fiducia reciproca per superare le domande che ogni partner, per natura ‘tecnologica', è costretto a farsi: chi le/gli scrive su Facebook? Chi le/gli manderà messaggi in privato? Povere coppie ossessionate dai social network, ma non solo, preoccupate anche da ciò che il partner può nascondere nel cellulare, nella posta elettronica, etc. A questo proposito, le coppie più intelligenti (si stima un 30% fra gli adolescenti), dopo lungo penare, hanno finalmente trovato un rimedio: condividere la password per la rete. Questa soluzione, non rappresenta solo una rinuncia incondizionata alla privacy, ma la fine di qualsiasi rapporto con gli altri, che non siano il partner onnisciente. La maggior parte delle coppie lo fa dapprima per insicurezza, poi per controllo e infine, il rapporto viene rovinato dalla medesima condivisione di ogni aspetto della vita tecnologica. Secondo recenti sondaggi, questa sarebbe la prova d’amore che caratterizza i nostri tempi, una prova di fiducia assoluta. A mio parere questo è un ‘comunismo d'amore’, dove nessuno dei due è realmente libero, e non è padrone dei propri rapporti al di fuori della coppia. Ogni essere umano è unico. Condividere è una cosa, annullarsi è un'altra; la cosa più assurda, nell’analisi di questa situazione è che alla password di un social network si appenda la propria sopravvivenza in coppia, come se una parola chiave potesse aprire tutte le porte delle nostre vite, quando tutti sappiamo che la tecnologia ci ha insegnato soprattutto due cose: a nasconderci e a fingere di essere chi non si è.


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